La paura resa amica

“Non devi avere paura! Ma perché hai paura? Prova a controllarti!” A chi di noi non è mai capitato di sentirsi dire queste parole per provare a farci affrontare qualcosa che temevamo? E come mai nonostante i nostri tentativi non riusciamo a scacciare questa scomoda sensazione?  Gestire una emozione con il pensiero razionale, infatti, non è una strategia efficace perché pensiero e emozioni corrono su due “binari” diversi. E ciò, sperimentabile nella nostra quotidianità, trova negli ultimi decenni evidenze scientifiche da molteplici ricerche in campo neuropsicologico (Le Dou, Il cervello emotivo; 2014). Tali studi dimostrano come nelle emozioni si attivino aree cerebrali diverse da quelle che si attivano quando tentiamo di controllare con la ragione questa spiacevole sensazione. Le emozioni e la ragione, infatti, corrono su strade parallele e diverse che, nonostante si possano influenzare reciprocamente, non si incontrano. In pratica ciò che accade è che, tentando volontariamente di controllare con la razionalità una reazione di ansia spontanea ripetendosi più volte ad esempio di non dover avere paura, la stessa aumenterà sempre di più fino al possibile insorgere del panico. La dinamica del “più tento di controllare e meno ci riesco”, infatti, segue una “logica paradossale” (Nardone G., Paure Panico e Fobie;2010).

Ma come si può allora affrontare e superare la paura? Una possibilità è quindi quella di evitare di combatterla ma, al contrario, di renderla amica trasformandola in coraggio. In pratica questo si può fare aumentando l’ansia con pensieri di paura creando così l’effetto di saturarli spontaneamente. Questo stratagemma pratico prende ispirazione dalla filosofia orientale dell’ “aggiungere legna per spegnere il fuoco”. Cosi come, infatti, aggiungendo tanta legna il fuoco soffocherà per mancanza di ossigeno, allo stesso modo pensando alle peggiori fantasie rispetto alle cose che temiamo,  la paura si scioglierà come neve al sole.

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